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日志


carramba!!!!

 
Erano secoli che non scrivevo un intervento sul blog!!!!
E che (o meglio chi) ci è voluto per indurmi a tanto????
il mio favoloso e insostituibile Patatini!!!!!
erano più o meno 4 anni che non ci vedevamo!!!!
sono senza parole davvero...
è cambiato in meglio, ha messo la testa a posto!
sono felice di averlo trovato così bene
e sopratutto innamorato ^__^
forse prima o poi riusciremo a rivederci anche con un'altra nostra amica che va e viene da Milano....
lancio così una zeppatella,
spero che chi di dovere la saprà cogliere...
 ^__^
 
 
 

buster kiton- everything is electronic

 
 
 
 
 

grazie

 
 
Tu ci sarai
a sostenermi il passo
quando la nebbia silenziosa
dei miei anni
mi avvolgerà in giorni cupi.
Seduto sul Cielo dei miei pensieri
sarai sguardo che dirada
sussurro che dissolve.
Ti troverò ancora al mio fianco
quando curva sui gradini della Vita
avrò spalle stanche e passo corto.
Dolcemente mi tenderai la mano
e insieme a te camminerò.
Oggi scruto il mio giorno
e sorrido ad esso
con la gioia infinita del mio cuore.
In me risplende fulgida
la luce del tuo volto
e il mio andare è sogno.
Cammino passi certi
e n
on ho alcun timore.
Della Tua presenza
oggi e sempre io vivrò .

 

 

Buon Nataleeeeeee

tanti tanti auguri di un santo Natale a tutti!!!!
 
 
 
 
 

lecha dodi

 
ho trovato una superchicca!!!!
(questo canto è stupendo)
^__^
 
 
 
 
 

Testimonianza di suor Anna

 
 

31 ottobre

 
 
Per la notte di tutti i santi
 
 
 
 
 
31 ottobre
dalle ore 20:00
alle ore 08:00 del 1 novembre
adorazione Eucaristica
nella chiesetta di s.Antonio
Torre del Greco
 
 
 
 
 
Trasformiamo questa notte
in una notte di Luce?
 
 
 
 
 
 
 

contro halloween

La parola Halloween è la derivazione di "All Hallows Eve" (la vigilia di ogni santi), ricorrenza cristiana festeggiata il primo novembre. La data è legata alle tradizioni irlandesi, quando aveva inizio l'anno celtico, il "Oìche Shamhna", e si festeggiava la fine dell'estate e l'arrivo dell'inverno.
Per i Celti (500 a.C.) la notte fra il 31 ottobre e il 1 novembre (il capodanno celtico) era considerata il passaggio dall'estate all'inverno, una notte magica in cui le loro vite cambiavano, segnava la fine dei raccolti, i greggi tornavano dal pascolo e iniziava il lungo periodo invernale, considerato buio. Da qui anche i colori tipici di Halloween: l'arancione, che rappresentava il grano mietuto, e il nero, che simboleggiava il periodo buio invernale.
La morte era il tema principale della festa, in sintonia con ciò che accadeva alla natura nel periodo di transizione che portava all'inverno. Si raccontava che Samhain, il signore della morte, in quella notte chiamasse tutti gli spiriti a sé, che fermasse per una notte la linea spazio temporale, dando modo ai morti ormai senza più corpo di vagare indisturbati nel regno dei vivi, la terra.
Gli spiriti dei morti approfittavano così di questo privilegio datogli dal signore della morte per cercare nuovi corpi da possedere, sperando in questo modo, di tornare a vivere in maniera corporea. Vagavano per le case, e gli abitanti, per evitare queste sgradevoli visite, spegnevano tutte le luci, rendevano le loro case sgradevoli e si travestivano con orribili costumi per spaventare gli spiriti, che altrimenti si sarebbero impossessati di loro.
Oltre a questo c'era anche un altro rito, quello di spegnere il fuoco sacro per una notte per poi riaccenderlo il giorno dopo. Il fuoco sacro era un grande fuoco che ardeva sull'altare di una collina di una foresta di querce (considerato un albero sacro); il giorno dopo, quando questo fuoco veniva riacceso, gli abitanti prendevano delle ceneri ardenti da portare nelle loro case, come simbolo di rinascita. Durante le danze nella notte del 31 ottobre, venivano offerti in sacrificio sementi e animali, fra cui il gatto, considerato come l'animale più propenso ad essere posseduto dagli spiriti maligni.
Anche i Romani intorno al 1 novembre festeggiavano e onoravano Pomona, la dea dei frutti e del giardino. Durante il primo secolo i Romani invasero la Bretagna.
I Romani fecero loro le tradizioni celtiche, senza ormai aver più paura degli spiriti, e le fusero, col passare dei secoli, a quelle di Pomona. Continuarono così a travestirsi e ad offrire doni, ma senza sacrifici animali.
L'antico rito celtico del fuoco sacro vive ancora in Inghilterra, dove il 5 novembre si festeggia il "Guy Fawkes Day" (Giorno ....)
La tradizione di Halloween non è, come spesso si crede, americana.
Fu portata oltreoceano solo nel 1840 dagli Irlandesi, costretti ad immigrare in America in seguito alla spaventosa carestia di patate (1845-50)

Contro halloween

notte di adorazione Eucaristica

nelle chiesetta di s.Antonio

a Torre del Greco

 

 

Petali di Rose

 
 
Serata
 Petali di Rose
 
 
"Sento che sto per entrare nel riposo... Ma sento soprattutto che sta per cominciare la mia missione, la mia missione di fare amare il buon Dio come l'amo io, di comunicare la mia piccola via alle anime. Se il buon Dio esaudirà i miei desideri, il mio cielo lo scorrerà sulla terra sino alla fine del mondo. Si, voglio passare il mio cielo a fare del bene sulla terra."
 
 
 
 
dove chiedere l'impossibile a Dio
 per intercessione di santa Teresa di Gesù Bambino e del Volto Santo
 
 
sabato 11 ottobre
ore 17:00
Basilica s.Francesco di Paola
piazza del Plebiscito
Napoli
 
 
preghiera animata dalla
comunità delle Beatitudini
 
 
Nata nel 1873 ed entrata per sua ferrea volontà a 15 anni nel convento del Carmelo, Teresa del Bambin Gesù vive in prima persona la sofferenza giovanissima, morendo all'età di 24 anni.
Lei stessa si offre come Vittima dell'Amore Misericordioso donando le sue sofferenze per la salvezza di tante anime.


 
 
 
"Non mi rimane nulla in mano. Tutto quello che ho, tutto quello che guadagno è per la Chiesa e per le anime.... Si. Però non per me. Per i poveri peccatori, per le necessità di tutta la Chiesa, infine per gettare fiori a tutto il mondo, a giusti e peccatori."
 
 

"Come il sole rischiara sia i cedri sia ogni fiorellino, come se esso fosse l'unico sulla terra, così Nostro Signore si occupa in modo particolare di ogni anima come se essa non avesse uguali; e come in natura tutte le stagioni sono regolate in modo da far sbocciare, nel giorno stabilito, anche la più umile margheritina, allo stesso modo tutto concorre al bene di ogni anima". 

 
 
 
 
 info comunità Beatitudini Roccantica 076563033
 
 
 

se uccidere i cristiani non fa scandalo

Se uccidere i cristiani non fa scandalo

 di Pierluigi Battista

Massacri dall'India al Sudan ma l'Onu non si scompone.

[Dal «Corriere della Sera», 01 settembre 2008]

Ma quante pretese, e che tormento con questa storia dei cristiani perseguitati nel mondo, delle suore arse vive dai fondamentalisti indù, con la Chiesa che implora addirittura un intervento dell'Onu perché metta un freno a quegli sporadici episodi di discriminazione religiosa che esageratamente i cattolici definiscono «cristianofobia».
Ma davvero, con tutti i guai che infestano il Pianeta, dovremmo preoccuparci dei villaggi cristiani in India rasi al suolo, degli orfanotrofi incendiati, dei bambini inseguiti fin dentro la giungla da branchi di fanatici armati di coltelli? Dovremmo dare credito ai rapporti sulla Chiesa oppressa nel mondo dettagliatamente illustrati sul Giornale da Gian Micalessin e Rolla Scolari? Come se davvero potessero smuovere la coscienza mondiale i vescovi cinesi spariti per non aver accettato la sottomissione del silenzio patteggiata con il regime, i 300 mila cristiani inghiottiti nel nulla nella Corea del Nord, i sacerdoti sterminati e le suore eliminate, le decine e decine di missionari (cattolici e protestanti) massacrati negli agguati che insanguinano il Sud delle Filippine, gli attentati in Indonesia contro le comunità cristiane colpevoli soltanto di aver esibito un crocefisso. In Arabia Saudita i cristiani non possono costruire chiese, se vengono trovati in possesso di una croce rischiano la morte, sono sottoposti all'attenzione asfissiante di un corpo speciale di aguzzini, la polizia religiosa, e accusati (e sommariamente condannati) per un niente se solo si azzardano a fare «proselitismo».
Dovranno forse turbare la quiete religiosa del mondo con simili inezie? E chi chiede un rudimentale principio di reciprocità nell'espressione della libertà di culto (libere chiese e libere moschee in liberi Stati) non si fa forse paladino di una deleteria campagna di avvelenamento dello scontro tra religioni? Nel Sud del Sudan i cristiani uccisi dalle bande schiaviste che hanno agito nel nome dell'islam più radicale ammontano a due milioni (sì, due milioni): non fa più notizia. Nemmeno nel Darfur, dove la carneficina continua, milioni di persone perdono la vita per via della loro religione e della loro razza, ma l'Onu saggiamente e prudentemente si ostina a non chiamare genocidio il genocidio. In Nigeria i fondamentalisti, con apposite spedizioni punitive su cui sarebbe il caso che la comunità internazionale continuasse a non intervenire per non guastare con ingiustificato sdegno la pacifica coesistenza tra popoli e religioni, hanno annientato 20 mila cristiani e distrutto non meno di 500 chiese. Ma sarebbe assurdo, e pericoloso per la serenità del mondo, avvalorare la stolta tesi della «cristianofobia».
In Somalia, una suora di oltre 60 anni troppo temeraria e fanaticamente convinta che fosse il caso di aprire a Mogadiscio un centro di raccolta per bambini dispersi e senza famiglia, Suor Leonella, è stata uccisa davanti al cancello dell' ospedale. I cristiani sono sottoposti a persecuzione, ridotti al silenzio, messi nell'impossibilità di conservare sia pur nascosti e non esibiti i simboli della loro fede, in Egitto, Pakistan, Afghanistan, Iran, Yemen ma non si dovrebbe generalizzare per non dare spazio ai nemici della pace religiosa. E per non intasare gli uffici dell'Onu, già oberato di lavoro per dover affrontare anche queste quisquilie. O no?

© Corriere della Sera

 


Spirito Santo

lo Spirito Santo nel Catechismo della Chiesa Cattolica

 

  • Credere nello Spirito Santo art. 152
  • Il Padre e il Figlio rivelati dallo Spirito Santo art. 243-244-245
  • Fu concepito di Spirito Santo art. 485-486
  • Credo nello Spirito Santo art. 683-684-685-686
  • La Chiesa tempio dello Spirito Santo art. 797-798
  • I Carismi art. 799-800-801
  • Dalla Chiesa degli Apostoli art. 1086-1087
  • Lo Spirito Santo e la Chiesa nella Liturgia art. 1091-1092
  • Lo Spirito Santo prepara ad accogliere Cristo art. 1093-1097-1098
  • Lo Spirito Santo ricorda il mistero di Cristo art. 1099-1100-1101-1102-1103
  • Lo Spirito Santo attualizza il mistero di Cristo art. 1104
  • La comunione dello Spirito Santo art. 1108

 

Credere nello Spirito Santo

152 Non si può credere in Gesù Cristo se non si ha parte al suo Spirito. E' lo Spirito Santo che rivela agli uomini chi è Gesù. Infatti “nessuno può dire: "Gesù è Signore" se non sotto l'azione dello Spirito Santo” ( 1Cor 12,3 ). “Lo Spirito scruta ogni cosa, anche le profondità di Dio... Nessuno ha mai potuto conoscere i segreti di Dio se non lo Spirito di Dio” ( 1Cor 2,10-11 ). Dio solo conosce pienamente Dio. Noi crediamo nello Spirito Santo perché è Dio.(Su)

La Chiesa non cessa di confessare la sua fede in un solo Dio, Padre, Figlio e Spirito Santo.

 

Il Padre e il Figlio rivelati dallo Spirito

243 Prima della sua Pasqua, Gesù annunzia l'invio di un “altro Paraclito” (Difensore), lo Spirito Santo. Lo Spirito che opera fin dalla creazione, [Cf Gen 1,2 ] che già aveva “parlato per mezzo dei profeti” (Simbolo di Nicea-Costantinopoli), dimorerà presso i discepoli e sarà in loro, [Cf Gv 14,17 ] per insegnare loro ogni cosa [Cf Gv 14,26 ] e guidarli “alla verità tutta intera” ( Gv 16,13 ). Lo Spirito Santo è in tal modo rivelato come un'altra Persona divina in rapporto a Gesù e al Padre. (Su)

244 L'origine eterna dello Spirito si rivela nella sua missione nel tempo. Lo Spirito Santo è inviato agli Apostoli e alla Chiesa sia dal Padre nel nome del Figlio, sia dal Figlio in persona, dopo il suo ritorno al Padre [Cf Gv 14,26; Gv 15,26; Gv 16,14 ]. L'invio della Persona dello Spirito dopo la glorificazione di Gesù [Cf Gv 7,39 ] rivela in pienezza il Mistero della Santa Trinità. (Su)

245 La fede apostolica riguardante lo Spirito è stata confessata dal secondo Concilio Ecumenico nel 381 a Costantinopoli: “Crediamo nello Spirito Santo, che è Signore e dà vita; che procede dal Padre” [Denz. -Schönm., 150]. Così la Chiesa riconosce il Padre come “la fonte e l'origine di tutta la divinità” [Concilio di Toledo VI (638): Denz. -Schönm., 490]. L'origine eterna dello Spirito Santo non è tuttavia senza legame con quella del Figlio: “Lo Spirito Santo, che è la Terza Persona della Trinità, è Dio, uno e uguale al Padre e al Figlio, della stessa sostanza e anche della stessa natura... Tuttavia, non si dice che Egli è soltanto lo Spirito del Padre, ma che è, ad un tempo, lo Spirito del Padre e del Figlio” [Concilio di Toledo XI (675): Denz. -Schönm., 527]. Il Credo del Concilio di Costantinopoli della Chiesa confessa: “Con il Padre e con il Figlio è adorato e glorificato” [Denz.-Schönm., 150]. (Su)

 

 

Fu concepito di Spirito Santo

485 La missione dello Spirito Santo è sempre congiunta e ordinata a quella del Figlio [Cf Gv 16,14-15 ]. Lo Spirito Santo, che è “Signore e dà la vita”, è mandato a santificare il grembo della Vergine Maria e a fecondarla divinamente, facendo sì che ella concepisca il Figlio eterno del Padre in un'umanità tratta dalla sua. (Su)

486 Il Figlio unigenito del Padre, essendo concepito come uomo nel seno della Vergine Maria, è “Cristo”, cioè unto dallo Spirito Santo, [Cf Mt 1,20; 486 Lc 1,35 ] sin dall'inizio della sua esistenza umana, anche se la sua manifestazione avviene progressivamente: ai pastori, [Cf Lc 2,8-20 ] ai magi, [ Cf Mt 2,1-12 ] a Giovanni Battista, [Cf Gv 1,31-34 ] ai discepoli [Cf Gv 2,11 ]. L'intera vita di Gesù Cristo manifesterà dunque “come Dio [lo] consacrò in Spirito Santo e potenza” (At 10,38). (Su)

 

Credo nello Spirito Santo

683 “Nessuno può dire "Gesù è Signore" se non sotto l'azione dello Spirito Santo” ( 1Cor 12,3 ). “Dio ha mandato nei nostri cuori lo Spirito del suo Figlio che grida: Abbà, Padre!” ( Gal 4,6 ). Questa conoscenza di fede è possibile solo nello Spirito Santo. Per essere in contatto con Cristo, bisogna dapprima essere stati toccati dallo Spirito Santo. E' lui che ci precede e suscita in noi la fede. In forza del nostro Battesimo, primo sacramento della fede, la Vita, che ha la sua sorgente nel Padre e ci è offerta nel Figlio, ci viene comunicata intimamente e personalmente dallo Spirito Santo nella Chiesa:

Il Battesimo ci accorda la grazia della nuova nascita in Dio Padre per mezzo del Figlio suo nello Spirito Santo. Infatti coloro che hanno lo Spirito di Dio sono condotti al Verbo, ossia al Figlio; ma il Figlio li presenta al Padre, e il Padre procura loro l'incorruttibilità. Dunque, senza lo Spirito, non è possibile vedere il Figlio di Dio, e, senza il Figlio, nessuno può avvicinarsi al Padre, perché la conoscenza del Padre è il Figlio, e la conoscenza del Figlio di Dio avviene per mezzo dello Spirito Santo [Sant'Ireneo di Lione, Demonstratio apostolica, 7]. (Su)

684 Lo Spirito Santo con la sua grazia è il primo nel destare la nostra fede e nel suscitare la vita nuova che consiste nel conoscere il Padre e colui che ha mandato, Gesù Cristo [Cf Gv 17,3 ]. Tuttavia è l'ultimo nella rivelazione delle Persone della Santa Trinità. San Gregorio Nazianzeno, “il Teologo”, spiega questa progressione con la pedagogia della “condiscendenza” divina:

L'Antico Testamento proclamava chiaramente il Padre, più oscuramente il Figlio. Il Nuovo ha manifestato il Figlio, ha fatto intravvedere la divinità dello Spirito. Ora lo Spirito ha diritto di cittadinanza in mezzo a noi e ci accorda una visione più chiara di se stesso. Infatti non era prudente, quando non si professava ancora la divinità del Padre, proclamare apertamente il Figlio e, quando non era ancora ammessa la divinità del Figlio, aggiungere lo Spirito Santo come un fardello supplementare, per usare un'espressione un po' ardita. . . Solo attraverso un cammino di avanzamento e di progressso “di gloria in gloria”, la luce della Trinità sfolgorerà in più brillante trasparenza [San Gregorio Nazianzeno, Orationes theologicae, 5, 26: PG 36, 161C]. (Su)

685 Credere nello Spirito Santo significa dunque professare che lo Spirito Santo è una delle Persone della Santa Trinità, consustanziale al Padre e al Figlio, “con il Padre e il Figlio adorato e glorificato” (Simbolo di Nicea-Costantinopoli). Per questo motivo si è trattato del mistero divino dello Spirito Santo nella “teologia” trinitaria. Qui, dunque, si considererà lo Spirito Santo solo nell' “Economia” divina. (Su)

686 Lo Spirito Santo è all'opera con il Padre e il Figlio dall'inizio al compimento del disegno della nostra salvezza. Tuttavia è solo negli “ultimi tempi”, inaugurati con l'Incarnazione redentrice del Figlio, che egli viene rivelato e donato, riconosciuto e accolto come Persona. Allora questo disegno divino, compiuto in Cristo, “Primogenito” e Capo della nuova creazione, potrà realizzarsi nell'umanità con l'effusione dello Spirito: la Chiesa, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna. (Su)

 

 

La Chiesa tempio dello Spirito Santo

797 “Quod est spiritus noster, id est anima nostra, ad membra nostra, hoc est Spiritus Sanctus ad membra Christi, ad corpus Christi, quod est Ecclesia - Quello che il nostro spirito, ossia la nostra anima, è per le nostre membra, lo stesso è lo Spirito Santo per le membra di Cristo, per il Corpo di Cristo, che è la Chiesa” [Sant'Agostino, Sermones, 267, 4: PL 38, 1231D]. “Bisogna attribuire allo Spirito di Cristo, come ad un principio nascosto, il fatto che tutte le parti del Corpo siano unite tanto fra loro quanto col loro sommo Capo, poiché egli risiede tutto intero nel Capo, tutto intero nel Corpo, tutto intero in ciascuna delle sue membra” [Pio XII, Lett. enc. Mystici Corporis: Denz. -Schönm., 3808]. Lo Spirito Santo fa della Chiesa “il tempio del Dio vivente” ( 2Cor 6,16 ) [Cf 1Cor 3,16-17; Ef 2,21 ].

E' alla Chiesa che è stato affidato il “Dono di Dio” ... In essa è stata posta la comunione con Cristo, cioè lo Spirito Santo, caparra dell'incorruttibilità confermazione della nostra fede, scala per ascendere a Dio... Infatti, dove è la Chiesa, ivi è anche lo Spirito di Dio e dove è lo Spirito di Dio, ivi è la Chiesa e ogni grazia [Sant'Ireneo di Lione, Adversus haereses, 3, 24, 1]. (Su)

798 Lo Spirito Santo è “il principio di ogni azione vitale e veramente salvifica in ciascuna delle diverse membra del Corpo” [Pio XII, Lett. enc. Mystici Corporis: Denz. -Schönm., 3808]. Egli opera in molti modi l'edificazione dell'intero Corpo nella carità: [Cf Ef 4,16 ] mediante la Parola di Dio “che ha il potere di edificare” ( At 20,32 ); mediante il Battesimo con il quale forma il Corpo di Cristo; [Cf 1Cor 12,13 ] mediante i sacramenti che fanno crescere e guariscono le membra di Cristo; mediante “la grazia degli Apostoli” che, fra i vari doni, “viene al primo posto”; [Conc. Ecum. Vat. II, Lumen gentium, 7] mediante le virtù che fanno agire secondo il bene, e infine mediante le molteplici grazie speciali [chiamate “carismi”], con le quali rende i fedeli “adatti e pronti ad assumersi varie opere o uffici, utili al rinnovamento della Chiesa e allo sviluppo della sua costruzione” [Conc. Ecum. Vat. II, Lumen gentium, 7]. (Su)

 

 

I Carismi

799 Straordinari o semplici e umili, i carismi sono grazie dello Spirito Santo che, direttamente o indirettamente, hanno un'utilità ecclesiale, ordinati come sono all'edificazione della Chiesa, al bene degli uomini e alle necessità del mondo. (Su)

800 I carismi devono essere accolti con riconoscenza non soltanto da chi li riceve, ma anche da tutti i membri della Chiesa. Infatti sono una meravigliosa ricchezza di grazia per la vitalità apostolica e per la santità di tutto il Corpo di Cristo, purché si tratti di doni che provengono veramente dallo Spirito Santo e siano esercitati in modo pienamente conforme agli autentici impulsi dello stesso Spirito, cioè secondo la carità, vera misura dei carismi [Cf 1Cor 13 ]. (Su)

801 E' in questo senso che si dimostra sempre necessario il discernimento dei carismi. Nessun carisma dispensa dal riferirsi e sottomettersi ai Pastori della Chiesa, “ai quali spetta specialmente, non di estinguere lo Spirito, ma di esaminare tutto e ritenere ciò che è buono”, [Conc. Ecum. Vat. II, Lumen gentium, 12] affinché tutti i carismi, nella loro diversità e complementarità, cooperino all'“utilità comune” ( 1Cor 12,7 ) [Cf ibid., 30; Giovanni Paolo II, Esort. ap. Christifideles laici, 24]. (Su)

 

 

Dalla Chiesa degli Apostoli

1086 “Come il Cristo fu inviato dal Padre, così anch'egli ha inviato gli Apostoli, ripieni di Spirito Santo, non solo perché, predicando il Vangelo a tutti gli uomini, annunziassero che il Figlio di Dio con la sua morte e Risurrezione ci ha liberati dal potere di Satana e dalla morte e trasferiti nel regno del Padre, ma anche perché attuassero, per mezzo del Sacrificio e dei sacramenti, sui quali s'impernia tutta la vita liturgica, l'opera della salvezza che annunziavano” [Conc. Ecum. Vat. II, Sacrosanctum concilium, 6]. (Su)

1087 Pertanto, donando lo Spirito Santo agli Apostoli, Cristo risorto conferisce loro il proprio potere di santificazione: [Cf Gv 20,21-23 ] diventano segni sacramentali di Cristo. Per la potenza dello stesso Spirito Santo, essi conferiscono tale potere ai loro successori. Questa “successione apostolica” struttura tutta la vita liturgica della Chiesa; essa stessa è sacramentale, trasmessa attraverso il sacramento dell'Ordine. (Su)

 

 

Lo Spirito Santo e la Chiesa nella Liturgia

1091 Nella Liturgia lo Spirito Santo è il pedagogo della fede del Popolo di Dio, l'artefice di quei “capolavori di Dio” che sono i sacramenti della Nuova Alleanza. Il desiderio e l'opera dello Spirito nel cuore della Chiesa è che noi viviamo della vita del Cristo risorto. Quando egli incontra in noi la risposta di fede da lui suscitata, si realizza una vera cooperazione. Grazie ad essa, la Liturgia diventa l'opera comune dello Spirito Santo e della Chiesa. (Su)

1092 In questa comunicazione sacramentale del Mistero di Cristo, lo Spirito Santo agisce allo stesso modo che negli altri tempi dell'Economia della salvezza: egli prepara la Chiesa ad incontrare il suo Signore; ricorda e manifesta Cristo alla fede dell'assemblea; rende presente e attualizza il Mistero di Cristo per mezzo della sua potenza trasformatrice; infine, lo Spirito di comunione unisce la Chiesa alla vita e alla missione di Cristo. (Su)

 

 

Lo Spirito Santo prepara ad accogliere Cristo

1093 Nell'Economia sacramentale lo Spirito Santo dà compimento alle figure dell' Antica Alleanza. Poiché la Chiesa di Cristo era “mirabilmente preparata nella storia del popolo d'Israele e nell'Antica Alleanza”, [Conc. Ecum. Vat. II, Lumen gentium, 2] la Liturgia della Chiesa conserva come parte integrante e insostituibile, facendoli propri, alcuni elementi del culto dell'Antica Alleanza:
- in modo particolare la lettura dell'Antico Testamento;
- la preghiera dei Salmi;
- e, soprattutto, il memoriale degli eventi salvifici e delle realtà prefigu rative che hanno trovato il loro compimento nel Mistero di Cristo (la Promessa e l'Alleanza, l'Esodo e la Pasqua, il Regno ed il Tempio, l'Esilio ed il Ritorno). (
Su)

1097 Nella Liturgia della Nuova Alleanza, ogni azione liturgica, specialmente la celebrazione dell'Eucaristia e dei sacramenti, è un incontro tra Cristo e la Chiesa. L'assemblea liturgica riceve la propria unità dalla “comunione dello Spirito Santo” che riunisce i figli di Dio nell'unico Corpo di Cristo. Essa supera le affinità umane, razziali, culturali e sociali. (Su)

1098 L'assemblea deve prepararsi ad incontrare il suo Signore, essere “un popolo ben disposto”. Questa preparazione dei cuori è l'opera comune dello Spirito Santo e dell'assemblea, in particolare dei suoi ministri. La grazia dello Spirito Santo cerca di risvegliare la fede, la conversione del cuore e l'adesione alla volontà del Padre. Queste disposizioni sono il presupposto per l'accoglienza delle altre grazie offerte nella celebrazione stessa e per i frutti di vita nuova che essa è destinata a produrre in seguito. (Su)

 

 

Lo Spirito Santo ricorda il mistero di Cristo

1099 Lo Spirito e la Chiesa cooperano per manifestare Cristo e la sua opera di salvezza nella Liturgia. Specialmente nell'Eucaristia, e in modo analogo negli altri sacramenti, la Liturgia è Memoriale del Mistero della salvezza. Lo Spirito Santo è la memoria viva della Chiesa [Cf Gv 14,26 ]. (Su)

1100 La Parola di Dio. Lo Spirito Santo ricorda in primo luogo all'assemblea liturgica il senso dell'evento della salvezza dando vita alla Parola di Dio che viene annunziata per essere accolta e vissuta:

 Massima è l'importanza della Sacra Scrittura nel celebrare la Liturgia. Da essa infatti vengono tratte le letture da spiegare nell'omelia e i Salmi da cantare; del suo afflato e del suo spirito sono permeate le preci, le orazioni e gli inni liturgici, e da essa prendono significato le azioni e i segni [Conc. Ecum. Vat. II, Sacrosanctum concilium, 24]. (Su)

1101 E' lo Spirito Santo che dona ai lettori e agli uditori, secondo le disposizioni dei loro cuori, l'intelligenza spirituale della Parola di Dio. Attraverso le parole, le azioni e i simboli che costituiscono la trama di una celebrazione, egli mette i fedeli e i ministri in relazione viva con Cristo, Parola e Immagine del Padre, affinché possano far passare nella loro vita il significato di ciò che ascoltano, contemplano e compiono nella celebrazione. (Su)

1102 “In virtù della parola salvatrice la fede. . . si alimenta nel cuore dei credenti, e con la fede ha inizio e cresce la comunità dei credenti” [Conc. Ecum. Vat. II, Presbyterorum ordinis, 4]. L'annunzio della Parola di Dio non si limita ad un insegnamento: essa sollecita la risposta della fede, come adesione e impegno, in vista dell'Alleanza tra Dio e il suo Popolo. E' ancora lo Spirito Santo che elargisce la grazia della fede, la fortifica e la fa crescere nella comunità. L'assemblea liturgica è prima di tutto comunione nella fede. (Su)

1103 L'Anamnesi. La celebrazione liturgica si riferisce sempre agli interventi salvifici di Dio nella storia. “L'Economia della rivelazione avviene con eventi e parole intimamente connessi tra loro. . . Le parole dichiarano le opere e chiariscono il mistero in esse contenuto” [Conc. Ecum. Vat. II, Dei Verbum, 2]. Nella Liturgia della Parola lo Spirito Santo “ricorda” all'assemblea tutto ciò che Cristo ha fatto per noi. Secondo la natura delle azioni liturgiche e le tradizioni rituali delle Chiese, una celebrazione “fa memoria” delle meraviglie di Dio attraverso una Anamnesi più o meno sviluppata. Lo Spirito Santo, che in tal modo risveglia la memoria della Chiesa, suscita di conseguenza l'azione di grazie e la lode (Dossologia). (Su)

 

 

Lo Spirito Santo attualizza il mistero di Cristo

1104 La Liturgia cristiana non soltanto ricorda gli eventi che hanno operato la nostra salvezza; essa li attualizza, li rende presenti. Il Mistero pasquale di Cristo viene celebrato, non ripetuto; sono le celebrazioni che si ripetono; in ciascuna di esse ha luogo l'effusione dello Spirito Santo che attualizza l'unico Mistero.

 

 

La comunione dello Spirito Santo
 
1108 Il fine della missione dello Spirito Santo in ogni azione liturgica è quello di mettere in comunione con Cristo per formare il suo Corpo. Lo Spirito Santo è come la linfa della Vigna del Padre che porta il suo frutto nei tralci [Cf Gv 15,1-17; Gal 5,22 ]. Nella Liturgia si attua la più stretta cooperazione tra lo Spirito Santo e la Chiesa. Egli, lo Spirito di comunione, rimane nella Chiesa in modo indefettibile, e per questo la Chiesa è il grande sacramento della comunione divina che riunisce i figli di Dio dispersi. Il frutto dello Spirito nella Liturgia è inseparabilmente comunione con la Santa Trinità e comunione fraterna [Cf 1Gv 1,3-7 ].

 

olèèèèè

 
 
tra pochi giorni partiròòòòòòòò
torno a fine mese
cercherò di mandarvi più cartoline possibili! :D
vi lascio le foto di alcuni posti che visiterò
baciuzzzzzzzzzzz
e buone vacanze a tuttiiiiiiiii!!!
 
 
 
basilique_lisieuxCaen-photo-6MontSanMichel1aparis_night
 
eheheh!
quando torno vi svelerò di più...
per ora vi chiedo tante preghierine per le mie intenzioni!
grazie mille!
 
 
Dio vi benedica!!!!
 
 
 
 

eheheh

 
ecco una mia foto da piccola ^__^
 
 
 
slothhug
 

primato petrino

QUANDO E COME CRISTO AFFIDA IL PRIMATO A PIETRO?

Su quale base si fonda il primato di Pietro, e quindi del Papa?


Si fonda sulla volontà di Cristo stesso.


Dove appare tale volontà di Cristo?


Nelle pagine del Vangelo e in parte degli Atti degli Apostoli sono presenti “numerosi indizi” che manifestano la volontà di Cristo di attribuire a Pietro uno speciale rilievo all’interno del Collegio degli Apostoli. Ad esempio:


* Egli è l’unico apostolo al quale Gesù assegna un nuovo nome, Cefa, che vuol dire “Pietra”. L’evangelista Giovanni così scrive al riguardo: “Fissando lo sguardo su di lui, disse: Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; ti chiamerai Kefa (che vuol dire Pietro)” (Gv 1,42)

Gesù non era solito cambiare il nome ai suoi discepoli. Se si eccettua l’appellativo di “figli del tuono”, rivolto in una precisa circostanza ai figli di Zebedeo (cfr Mc 3,17) e non più usato in seguito, Egli non ha mai attribuito un nuovo nome ad un suo discepolo.


Lo ha fatto invece con Simone, chiamandolo Kefa, nome che fu poi tradotto in greco Petros, in latino Petrus. E fu tradotto proprio perché non era solo un nome; era un “mandato” che Petrus riceveva in quel modo dal Signore. Non bisogna dimenticare che nell’Antico Testamento, il cambiamento del nome preludeva in genere all’affidamento di una missione (cfr Gn 17,5; 32,28 ss. ecc.). Il nuovo nome Petrus ritornerà più volte nei Vangeli e finirà per soppiantare il nome originario Simone.


* Altri indizi sono:

· dopo Gesù, Pietro è il personaggio più noto e citato negli scritti neotestamentari: viene menzionato 154 volte con il soprannome di Pètros, “pietra”, “roccia”;

· i Vangeli ci informano che Pietro è tra i primi quattro discepoli del Nazare-no (cfr Lc 5, 1-11);

· a Cafarnao il Maestro va ad alloggiare nella casa di Pietro (cfr. Mc 1,29);

· quando la folla gli si accalca intorno sulla riva del lago di Genesaret, tra le due barche lì ormeggiate, Gesù sceglie quella di Simone (cfr. Lc 5,3), e così la barca di Pietro diventa la cattedra di Gesù;

· quando in circostanze particolari Gesù si fa accompagnare da tre discepoli soltanto, Pietro è sempre ricordato come primo del gruppo: così nella risurrezione della figlia di Giairo (cfr. Mc 5,37; Lc 8,51), nella Trasfigurazione (cfr. Mc 9,2; Mt 17,1; Lc 9,28), e infine durante l’agonia nell’Orto del Getsema-ni (cfr. Mc 14,33; Mt 16,37);

· a Pietro si rivolgono gli esattori della tassa per il Tempio ed il Maestro paga per sé e per lui soltanto (cfr. Mt 17, 24-27);

· a Pietro per primo Egli lava i piedi nell’ultima Cena (cfr. Gv 13,6);

è per lui soltanto che prega affinché non venga meno nella fede e possa confermare poi in essa gli altri discepoli (cfr. Lc 22, 30-31).



Pietro è consapevole di questa sua posizione particolare?


* Sì. Infatti

· è lui che spesso, a nome anche degli altri, parla chiedendo la spiegazione di una parabola difficile (cfr. Mt 15,15), o il senso esatto di un precetto (cfr. Mt 18,21) o la promessa formale di una ricompensa (cfr. Mt 19,27)

· è lui che risolve l’imbarazzo di certe situazioni, intervenendo a nome di tutti. Così quando Gesù, addolorato per l’incomprensione della folla dopo il discorso sul “pane di vita”, domanda: “Volete andarvene anche voi?”, la risposta di Pietro è perentoria: “Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna” (cfr. Gv 6, 67-69)

· ugualmente decisa è la professione di fede che, ancora a nome dei Dodici, egli fa nei pressi di Cesarea di Filippo. A Gesù che chiede: “Voi chi dite che io sia?”, Pietro risponde: “Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente” (Mt 16, 15-16).


* Pietro ha seguito Gesù con slancio, ha superato la prova della fede, abbandonandosi a Lui. Viene tuttavia il momento in cui anche lui cede alla paura e cade: tradisce il Maestro (cfr Mc 14,66-72). Pietro che aveva promesso fedeltà assoluta, conosce l’amarezza e l’umiliazione del rinnegamento. Ma si pente, riconoscendo il suo grave peccato: scoppia in un liberatorio pianto di pentimento.


* Ed è proprio a lui, Pietro, che Gesù affida una missione speciale, che viene descritta dall’evangelista Giovanni in quel famoso dialogo che ha luogo tra Gesù e Pietro (cfr. Gv 21, 15-18). In tale dialogo si rileva un gioco di verbi molto significativo. In greco il verbo “filéo” esprime l’amore di amicizia, tenero ma non totalizzante, mentre il verbo “agapáo” (agapé) significa l’amore senza riserve, totale ed incondizionato. Gesù domanda a Pietro la prima volta: «Simone... mi ami tu (agapâs-me) con questo amore totale e incondizionato (cfr. Gv 21,15)? Prima dell’esperienza del tradimento l’Apostolo avrebbe certamente detto: “Ti amo (agapô-se) incondizionatamente”. Ora che ha conosciuto l’amara tristezza dell’infedeltà, il dramma della propria debolezza, dice con umiltà: “Signore, ti voglio bene (filô-se)”, cioè “ti amo del mio povero amore umano”. Il Cristo insiste: “Simone, mi ami tu con questo amore totale che io voglio?”. E Pietro ripete la risposta del suo umile amore umano: “Kyrie, filô-se”, “Signore, ti voglio bene come so voler bene”. Alla terza volta Gesù dice a Simone soltanto: “Fileîs-me?”, “mi vuoi bene?”. Simone comprende che a Gesù basta il suo povero amore, l’unico di cui è capace, e tuttavia è rattristato che il Signore gli abbia dovuto dire così. Gli risponde perciò: “Signore, tu sai tutto, tu sai che ti voglio bene (filô-se)”.



Qual è la dichiarazione solenne che definisce, una volta per tutte, il ruolo di Pietro nella chiesa?


* E’ quando Gesù afferma: “E io ti dico: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa... A te darò le chiavi del regno dei cieli, e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli” (Mt 16, 18-19).


* In tale affermazione, sono molto chiare le tre metafore a cui Gesù ricorre:

· Pietro sarà il fondamento roccioso su cui poggerà l’edificio della Chiesa;

· egli avrà le chiavi del Regno dei cieli per aprire o chiudere a chi gli sembrerà giusto;

· infine, egli potrà legare o sciogliere nel senso che potrà stabilire o proibire ciò che riterrà necessario per la vita della Chiesa, che è e resta di Cristo. È sempre Chiesa di Cristo e non di Pietro

* E’ così descritto, con immagini di plastica evidenza, quello che la riflessione successiva qualificherà con il termine di “primato di giurisdizione”.


Questa posizione di preminenza, che Gesù ha inteso conferire a Pietro, si riscontra anche dopo la risurrezione di Cristo?


* Certamente. Infatti:

· Gesù incarica le donne di portarne l’annunzio a Pietro, distintamente dagli altri Apostoli (cfr. Mc 16,7);

· da lui e da Giovanni corre la Maddalena per informare della pietra ribaltata dall’ingresso del sepolcro (cfr. Gv 20,2), e Giovanni cederà a lui il passo quando i due arriveranno davanti alla tomba vuota (cfr. Gv 20,4-6);

· sarà poi Pietro, tra gli Apostoli, il primo testimone di un’apparizione del Risorto (cfr. Lc 24,34; 1 Cor 15,5).


* Questo suo ruolo, sottolineato con decisione (cfr. Gv 20,3-10), segna la continuità fra la preminenza avuta nel gruppo apostolico e la preminenza che continuerà ad avere nella comunità nata con gli eventi pasquali, come attesta il Libro degli Atti (cfr. At 1,15-26; 2,14-40; 3,12-26; 4,8-12; 5,1-11.29; 8,14-17; 10; ecc.).


* Il suo comportamento è considerato così decisivo, da essere al centro di osservazioni ed anche di critiche (cfr. At 11,1-18; Gal 2,11-14).


* Al cosiddetto Concilio di Gerusalemme, Pietro svolge una funzione direttiva (cfr. At 15 e Gal 2,1-10), e proprio per questo suo essere il testimone della fede autentica Paolo stesso riconoscerà in lui una certa qualità di “primo” (cfr. 1 Cor 15,5; Gal 1,18; 2,7s.; ecc.).


* Il fatto, poi, che diversi dei testi chiave riferiti a Pietro possano essere ricondotti al contesto dell’Ultima Cena, in cui Cristo conferisce a Pietro il ministero di confermare i fratelli (cfr. Lc 22,31 s.), mostra come la Chiesa che nasce dal memoriale pasquale, celebrato nell’Euca-ristia, abbia nel ministero affidato a Pietro uno dei suoi elementi costitutivi.



Qual è il senso ultimo del primato di Pietro?


* Questa contestualizzazione del Primato di Pietro nell’Ultima Cena, nel momento istitutivo dell’Eucaristia, Pasqua del Signore, indica anche il senso ultimo di questo Primato:

· Pietro, per tutti i tempi, dev’essere il custode della comunione con Cristo; deve guidare alla comunione con Cristo;

· deve preoccuparsi che la rete non si rompa e possa così perdurare la comunione universale. Solo insieme a Pietro, possiamo essere con Cristo, che è il Signore di tutti.


* Responsabilità di Pietro è di garantire così la comunione con Cristo con la carità di Cristo, guidando alla realizzazione di questa carità nella vita di ogni giorno.


In quale modo il primato di Pietro è legato a Roma?


* Pietro si recò a Roma, centro dell’Impero, simbolo dell’ “Orbis” - l’“Urbs” che esprime l’ “Orbis” la terra - dove conclude con il martirio la sua corsa al servizio del Vangelo. Per questo la sede di Roma, che aveva ricevuto il maggior onore, raccolse anche l’onere affidato da Cristo a Pietro: di essere al servizio di tutte le Chiese particolari per l’edificazione e l’unità dell’intero Popolo di Dio.


* La sede di Roma venne così riconosciuta come quella del successore di Pietro, e la “cattedra” del suo vescovo rappresentò quella dell’Apostolo incaricato da Cristo di pascere tutto il suo gregge.


Lo attestano i più antichi Padri della Chiesa, come ad esempio:

· Sant’IRENEO (vescovo di Lione, ma veniva dall’Asia Minore), il quale nel suo trattato Contro le eresie, nel 180 d. C., descrive la Chiesa di Roma come “più grande e più antica, conosciuta da tutti; … fondata e costituita a Roma dai due gloriosissimi apostoli Pietro e Paolo”; e aggiunge: “Con questa Chiesa, per la sua esimia superiorità, deve accordarsi la Chiesa universale, cioè i fedeli che sono ovunque” (III, 3, 2-3);

· TERTULLIANO, poco più tardi (nel 200 d. C.), da parte sua, afferma: “Questa Chiesa di Roma, quanto è beata! Furono gli Apostoli stessi a versare a lei, col loro sangue, la dottrina tutta quanta” (La prescrizione degli eretici, 36);

· e così scrive San GIROLAMO (che nacque verso il 340 a Stridone, ai confini con la Pannonia): “Ho deciso di consultare la cattedra di Pietro, dove si trova quella fede che la bocca di un Apostolo ha esaltato; vengo ora a chiedere un nutrimento per la mia anima lì, dove un tempo ricevetti il vestito di Cristo. Io non seguo altro primato se non quello di Cristo; per questo mi metto in comunione con la tua beatitudine, cioè con la cattedra di Pietro. So che su questa pietra è edificata la Chiesa” (Le lettere I, 15,1-2).


Qual è la missione del Papa?

“Il Papa, Vescovo di Roma e successore di san Pietro, è il perpetuo e visibile principio e fondamento dell'unità della Chiesa. È il vicario di Cristo, capo del collegio dei Vescovi e pastore di tutta la Chiesa, sulla quale ha, per divina istituzione, potestà piena, suprema, immediata e universale”.


Quando il Papa è infallibile?

“L'infallibilità si attua quando il Romano Pontefice, in virtù della sua autorità di supremo Pastore della Chiesa, o il Collegio dei Vescovi in comunione con il Papa, soprattutto riunito in un Concilio Ecumenico, proclamano con atto definitivo una dottrina riguardante la fede o la morale, e anche quando il Papa e i Vescovi, nel loro ordinario Magistero, concordano nel proporre una dottrina come definitiva. A tali insegnamenti ogni fedele deve aderire con l'ossequio della fede”(Compendio del CCC, n. 182.185).


Che cosa possiamo fare noi per il Papa?

Possiamo e dobbiamo pregare perchè il Primato di Pietro, affidato a povere persone umane, possa sempre essere esercitato in questo senso originario voluto dal Signore e possa così essere sempre più riconosciuto nel suo vero significato dai fratelli ancora non in piena comunione con la Chiesa Cattolica.

 

 

buona giornata!

 
 
 
 
 
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Arezzo

 
Dopo una "fuga" amorosa di una settimana sono tornata a casuccia...
ecco perchè non mi avete trovata,
 sono viva, non vi preoccupate A bocca aperta
 
c'è solo una cosa che mi è rimasta "in canna" come si suol dire...
essere stata ad Arezzo per una giornata sana e non aver visto la chiesa di San Francesco!!!!
(che freva..................)
Pieruccio della Francesca mi sta ancora aspettando...aspetta e spera Pierì che prima o poi ritorno...Rosa rossa
 
 
 
 
 

fiore di Davide

 

Un fiore che sopravvive con cellule a stella di Davide allo stress della vita in Israele

                 

E’ noto come il grande sopravvissuto. Cresce spontaneamente in Israele, prosperando nelle dure condizioni che ucciderebbero molte altre piante.
Inoltre le cellule di questo robusto combattente, un ranuncolo persiano indigeno in Israele, se esaminate al microscopio, formano una stella di Davide.
“E’ veramente simbolico”, dice Rina Kamenetsky, una ricercatrice all’Istituto Volcani, che ha fatto la sorprendente scoperta mentre cercava di capire i meccanismi di sopravvivenza di questo resistentissimo bulbo, noto in Israele come Nurit, e in latino come Ranunculus Asiaticus.
Il fiore della Terra Santa è anche noto nei circoli botanici come un tipo di “pianta di resurrezione”, il che, spiega Kamenetsky, significa che può vivere senza acqua, e che “risorge”quando l’acqua diventa disponibile.
Kamenetsky ha portato campioni di questo fiore israeliano da studiare durante un periodo sabbatico all’Università di Guelph, in Canada, l’anno scorso. Lei e i suoi colleghi canadesi hanno scoperto che le radici di questo ranuncolo persiano hanno un meccanismo speciale per resistere alla siccità e al calore, che non è stato trovato finora in nessun’ altra pianta: una scoperta che hanno pubblicato recentemente nel giornale New Phytologist.
Ma Kamenetsky ha anche avuto un’altra sorpresa: al microscopio le cellule della radice assumono la forma di stelle di Davide intrecciate. “Quando il mio collega canadese Larry Peterson le ha viste, mi ha chiamata e mi ha detto:Guarda, Rina, c’è qualcosa di speciale per te”. Era la prima volta che Kamenetsky, un’eminente floricoltrice, vedeva la stella di Davide sulle cellule di una pianta.
Pare che le pareti delle cellule delle radici di questa particolare pianta servano come protezione. D’inverno, quando viene la prima pioggia, le pareti bloccano l’improvviso afflusso d’acqua che potrebbe far scoppiare le cellule. Nello stesso tempo, proteggono le cellule dalla disidratazione assorbendo acqua.
Anche le pareti delle cellule che servono come protezione tutto l’anno appaiono come uno scudo: lo scudo di Davide. “Non abbiamo mai visto prima una struttura di questo genere nelle pareti delle cellule delle piante. E’ una struttura rara, forse unica”, dice Kamenetsky.
Kamenetsky è a capo del dipartimento di orticoltura ornamentale dell’Istituto Volcani e al momento sta programmando una collaborazione tra ricercatori di Francia, Italia e Sud Africa per capire il meccanismo di sopravvivenza delle varietà israeliane del ranuncolo persiano.
Il tipo selvatico più comune è un fiore rosso con cinque petali e un cuore nero, che assomiglia abbastanza a un anemone. D’estate, le sue radici sono esposte al calore bruciante delle terra nel deserto, fino a 60°C. Il tipo coltivato, venduto commercialmente in bulbi, ha vari strati di petali ed esiste in una varietà di colori, tra cui bianco, giallo, rosa, rosso e cremisi. Sia il tipo selvatico che quello coltivato hanno lo stesso meccanismo di sopravvivenza.
Dice Kamenetsky che il valore della ricerca sta nel fatto che, una volta capiti questi meccanismi, si possono dotare altre piante delle stesse capacità: cosa sempre più importante in un mondo che si sta avviando verso la desertificazione.
Ci sono in Africa varie piante resistenti al calore e alla siccità, e tutte hanno un meccanismo speciale nelle foglie. Ma questa è la prima volta che gli scienziati incontrano un meccanismo resistente alla siccità nelle radici di una pianta.
“Quando parlo di questa ricerca – dice Kamenetsky – la definisco: come affrontare la vita stressante in Israele. Forse, in termini di sopravvivenza, la nostra Nurit ha qualcosa da insegnare alle piante del mondo”.
Kamenetsky, nata in Kazakhistan, è immigrata in Israele nel 1990 e da allora si è fatta un nome nel mondo dell’orticoltura ornamentale trasformando piante indigene in coltivazioni ornamentali che possono essere coltivate a scopo commerciale e vendute come fiori recisi o piante in vaso.
Israele è all’avanguardia in questo campo. Circa il 20-40% dei fiori che Israele commercia ogni anno sono nuove varietà e nessun altro paese, a parte l’Olanda, ha una percentuale così alta di nuove varietà.
Kamenetsky è anche uno dei massimi esperti mondiali sulle specie di Allium (aglio) che si possono coltivare come fiori ornamentali e che sono oggi ampiamente studiate per le loro proprietà medicinali.

(Da: Israel 21c, 6.03.05)

Amici di Gesù

 
 
 
 
Noi siamo gli
 
 
 

quando sono debole è allora che sono forte

1 Mentre il giorno di Pentecoste stava per finire, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. 2 Venne all'improvviso dal cielo un rombo, come di vento che si abbatte gagliardo, e riempì tutta la casa dove si trovavano. 3 Apparvero loro lingue come di fuoco che si dividevano e si posarono su ciascuno di loro; 4 ed essi furono tutti pieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue come lo Spirito dava loro il potere d'esprimersi.
5 Si trovavano allora in Gerusalemme Giudei osservanti di ogni nazione che è sotto il cielo. 6 Venuto quel fragore, la folla si radunò e rimase sbigottita perché ciascuno li sentiva parlare la propria lingua. 7 Erano stupefatti e fuori di sé per lo stupore dicevano: «Costoro che parlano non sono forse tutti Galilei? 8 E com'è che li sentiamo ciascuno parlare la nostra lingua nativa? 9 Siamo Parti, Medi, Elamìti e abitanti della Mesopotamia, della Giudea, della Cappadòcia, del Ponto e dell'Asia, 10 della Frigia e della Panfilia, dell'Egitto e delle parti della Libia vicino a Cirène, stranieri di Roma, 11 Ebrei e prosèliti, Cretesi e Arabi e li udiamo annunziare nelle nostre lingue le grandi opere di Dio». 12 Tutti erano stupiti e perplessi, chiedendosi l'un l'altro: «Che significa questo?». 13 Altri invece li deridevano e dicevano: «Si sono ubriacati di mosto».
14 Allora Pietro, levatosi in piedi con gli altri Undici, parlò a voce alta così: «Uomini di Giudea, e voi tutti che vi trovate a Gerusalemme, vi sia ben noto questo e fate attenzione alle mie parole: 15 Questi uomini non sono ubriachi come voi sospettate, essendo appena le nove del mattino. 16 Accade invece quello che predisse il profeta Gioele:
17 Negli ultimi giorni, dice il Signore,
Io effonderò il mio Spirito sopra ogni persona;
i vostri figli e le vostre figlie profeteranno,
i vostri giovani avranno visioni
e i vostri anziani faranno dei sogni.
18
E anche sui miei servi e sulle mie serve
in quei giorni effonderò il mio Spirito ed essi
profeteranno.
19 Farò prodigi in alto
nel cielo
e
segni in basso
sulla terra,
sangue, fuoco e nuvole di fumo.
20
Il sole si muterà in tenebra e la luna in sangue,
prima che giunga il giorno del Signore,
giorno grande e splendido.
21
Allora chiunque invocherà il nome del Signore
sarà salvato
.
22 Uomini d'Israele, ascoltate queste parole: Gesù di Nazaret - uomo accreditato da Dio presso di voi per mezzo di miracoli, prodigi e segni, che Dio stesso operò fra di voi per opera sua, come voi ben sapete -, 23 dopo che, secondo il prestabilito disegno e la prescienza di Dio, fu consegnato a voi, voi l'avete inchiodato sulla croce per mano di empi e l'avete ucciso. 24 Ma Dio lo ha risuscitato, sciogliendolo dalle angosce della morte, perché non era possibile che questa lo tenesse in suo potere. 25 Dice infatti Davide a suo riguardo:
Contemplavo sempre il Signore innanzi a me;
poiché egli sta alla mia destra, perché io non vacilli.
26
Per questo si rallegrò il mio cuore ed esultò la mia lingua;
ed anche la mia carne riposerà nella speranza,
27
perché tu non abbandonerai l'anima mia negli inferi,
né permetterai che il tuo Santo veda la corruzione.
28
Mi hai fatto conoscere le vie della vita,
mi colmerai di gioia con la tua presenza
.
29 Fratelli, mi sia lecito dirvi francamente, riguardo al patriarca Davide, che egli morì e fu sepolto e la sua tomba è ancora oggi fra noi. 30 Poiché però era profeta e sapeva che Dio gli aveva giurato solennemente di far sedere sul suo trono un suo discendente, 31 previde la risurrezione di Cristo e ne parlò:
questi non fu abbandonato negli inferi,
la sua carne vide corruzione.
32 Questo Gesù Dio l'ha risuscitato e noi tutti ne siamo testimoni. 33 Innalzato pertanto alla destra di Dio e dopo aver ricevuto dal Padre lo Spirito Santo che egli aveva promesso, lo ha effuso, come voi stessi potete vedere e udire. 34 Davide infatti non salì al cielo; tuttavia egli dice:
Disse il Signore al mio Signore:
siedi alla mia destra,
35
finché io ponga i tuoi nemici
come sgabello ai tuoi piedi
.
36 Sappia dunque con certezza tutta la casa di Israele che Dio ha costituito Signore e Cristo quel Gesù che voi avete crocifisso!».
37 All'udir tutto questo si sentirono trafiggere il cuore e dissero a Pietro e agli altri apostoli: «Che cosa dobbiamo fare, fratelli?». 38 E Pietro disse: «Pentitevi e ciascuno di voi si faccia battezzare nel nome di Gesù Cristo, per la remissione dei vostri peccati; dopo riceverete il dono dello Spirito Santo. 39 Per voi infatti è la promessa e per i vostri figli e per tutti quelli che sono lontani, quanti ne chiamerà il Signore Dio nostro». 40 Con molte altre parole li scongiurava e li esortava: «Salvatevi da questa generazione perversa». 41 Allora coloro che accolsero la sua parola furono battezzati e quel giorno si unirono a loro circa tremila persone.
42 Erano assidui nell'ascoltare l'insegnamento degli apostoli e nell'unione fraterna, nella frazione del pane e nelle preghiere. 43 Un senso di timore era in tutti e prodigi e segni avvenivano per opera degli apostoli. 44 Tutti coloro che erano diventati credenti stavano insieme e tenevano ogni cosa in comune; 45 chi aveva proprietà e sostanze le vendeva e ne faceva parte a tutti, secondo il bisogno di ciascuno. 46 Ogni giorno tutti insieme frequentavano il tempio e spezzavano il pane a casa prendendo i pasti con letizia e semplicità di cuore, 47 lodando Dio e godendo la simpatia di tutto il popolo. 48 Intanto il Signore ogni giorno aggiungeva alla comunità quelli che erano salvati.

Atti 2

Quando sono debole è allora che sono forte...

sei Tu la mia forza Gesù!

 

Signore Tu hai voluto fondare la Tua Chiesa su uomini piccoli...su pescatori...

Pietro che ti ha rinnegato per tre volte, Tu Signore lo hai eletto a capo della Tua santa Chiesa!

E' proprio nel momento in cui ti ha rinnegato che ha preso coscienza di chi Tu Sei...non si è sentito abbandonato da Te, nè giudicato, ma amato fino alla fine al di là di tutto.

E' negli assurdi della nostra vita che noi Ti incontriamo!

Alla fine di questo giorno di Pentecoste voglio ringraziarti mio Dio per tutto quello che hai fatto nelle nostre vite, per avermi attratta a Te e per la Tua veramente santa pazienza e il Tuo santissimo Amore!

 

chi lo avrebbe mai immaginato che dei vigliacchi come gli apostoli sarebbero usciti a proclamare la Tua risurrezione...

Grazie per Maria!perchè è stata la prima a ricevere l'effusione del Tuo Santo Spirito nell'annunciazione, è lei che per 40 giorni ha tenuto riuniti nel cenacolo gli apostoli, impauriti come conigli, ha tenuto insieme la Chiesa!è qui ancora una volta la potenza della sua intercessione!

Grazie Signore perchè ci fai vedere in Pietro la nostra miseria umana, solo la Tua Santità oh Dio può trasformarci e solo la Tua Grazia può renderci capaci di amare...

Grazie Signore per il tuo dono per eccellenza, grazie per il Tuo per-dono, lo Spirito Santo!

Dio Ti Sei donato a noi con la Tua morte e risurrezione, nell'Eucaristia e non contento vuoi dimorare in noi, fare di noi il Tuo santo tempio...

Grazie perchè non hai cercato i potenti, ma Ti sei rivelato ai piccoli, a quelli che per il mondo sono miseri e spregevoli! sono fiera di essere misera perchè ho bisogno di Te e ho la scusa per essere portata in braccio da Te! il Dio dei cieli e della terra!

Grazie Padre perchè per la Nuova Alleanza Tu hai scelto dei pescatori per rivelarti...a differenza dell'Antica Alleanza in cui sceglievi sempre dei pastori...anche in questo Tu ci vuoi parlare oh Dio!

il pastore lavora da solo... un pescatore da solo non riuscirà che a pescare qualche pesciolino...ma quando i pescatori lavorano insieme riempiono, fanno traboccare le reti! e così noi da soli non possiamo nulla...ma lavorando insieme anche le nostre reti traboccano!!

Alleluia!

l'unità è il Tuo dono più grande e prezioso!

in questo giorno di Pentecoste Padre effondi una potente unzione di Unità in tutti i cristiani del mondo!fà Signore che un giorno la Tua Chiesa possa essere riunita per la Tua gloria!Risana il Tuo Corpo oh Dio!Amen!

Effondi Padre il Tuo Santo Spirito in tutti noi, cosìchè come Pietro, ricolmi di Te, esultando possiamo proclamare la Tua parola e glorificarti! facci canali liberi della Tua grazia! Amen!

 

 

 

 

 

 

 

 

Norah Jones

 
semplicemente stupenda...